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Filippo Ferlazzo, nato a Patti (ME) nel 1978.
Attualmente vive in provincia di Messina.
Esordisce nel 2008 con il suo primo romanzo
"Fermati e parla".Ha stilato la prefazione
dell'opera Mariscos-frutti di mare (racconti, versi e pensieri)"
dell'esordiente Shivanarquois.
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Non nascondo che la lettura dei racconti contenuti in
questa raccolta mi abbiano piacevolmente coinvolto e nel
contempo turbato. Ferlazzo, anche in questa seconda
pubblicazione, riesce a tenere alto l'interesse del lettore
con trame che, seppur sul filo della fantasia, descrivono
stati d'animo e condizioni di vita purtroppo sempre
attuali. I sentimenti, i pensieri, i rimorsi, le sensazioni
si materializzano in personaggi reali, che parlano, si
confrontano, facendo sentire al lettore ciò che non
vorrebbe essere e vedere ciò che vorrebbe, altresì,
amare. Filippo Ferlazzo riesce a trasmettere al lettore le
stesse pene e le stesse gioie che la quotidianità di questo
mondo, legato alle distorsioni del significato di tanti modi
d'essere e di vivere, ci offre con costante, impressionante
frequenza. Basta seguire gli organi di stampa per rendersi
conto che quanto raccontato può benissimo essere lo
specchio di una società che sta perdendo valori e interessi
per la vita. Ferlazzo ci racconta anche dell'amore, quello
vero, quello che non trova collocazione nello spazio e nel
tempo , ma si perpetua nei ricordi e si rafforza con i suoi
frutti. Il fenomeno della pedofilia, il disinteresse per il
prossimo sofferente, la droga, i maltrattamenti sulle donne,
ma anche l'amore, forse ideale, ma certamente necessario
per elevare l'uomo al giusto livello di spiritualità cui
il Creatore lo ha destinato, suo malgrado, sono le chiare
immagini che vengono tracciate in questo brillante lavoro
di Ferlazzo. L'uomo non può assurgere alla dimensione
superiore se non riesce a interpretare la propria vita, il
proprio mondo nella maniera in cui l'autore di questi
racconti la espone. Correre per vicoli ciechi cercando di
sfuggire inutilmente ai vizi e amare perdutamente fino a
creare il frutto del sentimento tragicamente perduto, sono
paradossalmente le contrapposte ma vive condizioni nelle
quali, oggi, l'uomo si dibatte. Il libro, pertanto, dischiude
un messaggio, soprattutto per i giovani, i veri attori
delle fasi della vita raccontati da Ferlazzo: aspirare all'
immortalità non solo con lo spirito ma con la forza
delle azioni.
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